Chi paga

Chi paga

Ogni anno l’INAIL mette a disposizione degli interessati una serie di dati statistici relativi agli incidenti sul lavoro, ricomprendendo anche quelli mortali.

Chi risarcisce il dipendente che si fa male a lavoro?

La banca dati è molto particolareggiata, poiché viene sezionata a seconda del tipo di lavoro, della Regione e del momento in cui accade l’infortunio, fornendo un quadro chiaro sulla sicurezza degli ambienti di lavoro. Ad esempio, nel 2017 le denunce per infortunio sul lavoro hanno superato le 630 mila, ma sono in leggero calo rispetto a quelle presentate nell’anno precedente. A prescindere dai numeri, quello che si domanda un lavoratore è: chi paga in caso di incidente? Vediamo insieme cosa dice la legge italiana.

La responsabilità del datore di lavoro

La normativa a tutela dei lavoratori è molto ampia, e vede come base una serie di leggi emanate con il solo scopo di proteggere chi svolge un’attività lavorativa. In primis è necessario sottolineare l’art. 2087 del cod. civ. che attribuisce all’imprenditore il dovere di ”adottare […] le misure che, […] sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.
Segue quindi un’importante decreto legislativo, il n. 81 del 2008 titolato: Testo unico Sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro. Si tratta di una legge molto importante che riguarda la messa in sicurezza degli ambienti di lavoro, nonché tutti quei protocolli da adottare per preservare la salute e l’incolumità di chi utilizza quegli spazi. Ad esempio la sezione prima del Capo III della suddetta legge elenca una serie di articoli inerenti alle misure di tutela ed obblighi da parte del datore di lavoro e, in concomitanza, di chi svolge particolari mansioni per lui.

Per non scendere nei dettagli, basti sapere che fra gli obblighi in capo al datore è possibile elencare:

  • la nomina di un medico competente per la sorveglianza sanitaria;
  • l’affidamento delle mansioni ai singoli lavoratori sulla base delle loro capacità fisiche,
  • la fornitura di presidi e di strumenti per la sicurezza e l’incolumità (come cappelli, giubbotti, scarpe antinfortunio, ecc),
  • invitare i lavoratori affinché rispettino le normative sulla sicurezza, quindi l’uilizzo degli strumenti necessari per svolgere l’attività in questione,

e molto altro ancora. La violazione anche solo di un obbligo comporta l’applicazione di sanzioni che vengono commisurate in base all’entità dell’eventuale danno ed alla contravvenzione rispetto alla normativa di riferimento.

Norme specifiche esistono per chi si trova in particolari condizioni fisiche, come ad esempio per le donne incinte a cui viene riservata una particolare attenzione in riferimento al tipo di mansione svolta e se la stessa rappresenti un pericolo per la gestazione e lo stato di salute della persona.
Se da un lato incombono numerosi obblighi nei confronti del datore, dall’altro viene richiesto ai lavoratori di osservare quanto viene impartito sul posto di lavoro, utilizzando le misure di sicurezza messe a loro disposizione.

Chi paga in caso di infortunio?

I danni subiti dal lavoratore sul luogo di lavoro vengono valutati sulla base di numerosi fattori, come ad esempio eventuali sedute riabilitative, costi di degenza, danno a livello biologico ma anche da perdita di opportunità. Al dipendente che perde un braccio e non può più lavorare viene preclusa la possibilità di continuare nell’attività lavorativa potendo perdere l’opportunità di portare a casa uno stipendio.
Ovviamente tutto viene quantificato dal giudice, che si serve di professionisti esperti per la valutazione economica del danno. Si tratta di periti, ovverosia di medici specialisti in grado di fornire dati certi sull’ammontare del risarcimento.

A pagare è si il datore, se viene riconosciuta la sua responsabilità in sede giudiziale, ma nella maggioranza dei casi il risarcimento sarà liquidato da un’assicurazione, obbligatoria sul posto di lavoro. La polizza assicurativa deve essere stipulata fra datore e compagnia assicuratrice e ricoprire una serie di danni che potrebbero derivare dall’attività di lavoro svolta all’interno dell’impresa.

Anche negli studi professionali, nelle scuole e negli uffici l’assicurazione serve a prevenire ogni tipo di risarcimento che, se fosse liquidato esclusivamente dal datore, comporterebbe il fallimento dell’azienda, per cui, in caso di infortunio, oltre alla perizia per stabilire l’ammontare del danno, esso sarà liquidato dall’INAIL e/o dall’eventuale compagnia assicuratrice con cui il datore avrà stipulato la polizza.

Chi paga per l’ infortunio sul lavoro a Torino – info dall’avvocato Federica Barbiero