Cosa Fare

Cosa Fare

Benché gli incidenti e gli infortuni siano sempre dolorosi e traumatici, quelli che si verificano sul lavoro possono diventare assolutamente impossibili da gestire, proprio perché connessi all’espletamento di determinate funzioni in un certo luogo.
Tradizionalmente, per infortunio sul lavoro s’intende quel complesso di eventi traumatici verificatisi sul luogo di lavoro, nell’espletamento delle proprie funzioni.
In questi casi, a seguito dell’infortunio, per più di tre giorni, il lavoratore non può più essere adibito alle mansioni che svolgeva regolarmente, con conseguenti ripercussioni sulla salute e sull’attività lavorativa stessa.

Vittima di infortunio sul lavoro? Vediamoci chiaro

Giacché il requisito fondamentale per l’infortunio sul lavoro è l’assenza dal posto di lavoro per almeno tre giorni, non tutti gli incidenti che capitano sul luogo del lavoro possono tradursi in un infortunio di tal specie. E, ovviamente, non tutti possono dar luogo al risarcimento del danno. Se, infatti, con la tua condotta poco prudente hai contribuito al verificarsi dell’evento, in base alla sentenza della Corte di Cassazione del 1 giugno 2017, non hai diritto ad alcun tipo di risarcimento. E ciò appare pienamente pacifico, poiché l’infortunio sul lavoro è il tratto più evidente del mancato obbligo di garantire la sicurezza sul posto di lavoro.

E se tu, quindi, hai tenuto un atteggiamento poco prevedibile, andando anche oltre le misure di sicurezza e le tutele previste dalla legge in capo al datore di lavoro, non solo avrai messo in pericolo la tua salute ma non potrai avanzare alcuna richiesta risarcitoria. Per evitare, dunque, incidenti spiacevoli e situazioni potenzialmente disastrose, la legge ha previsto un tipo di assicurazione obbligatoria, studiata proprio per risarcire i lavoratori dagli eventi di questo tipo, andando a coprire anche tutte le situazioni verificatisi anche durante il tragitto che compie il lavoratore per recarsi sul posto di lavoro.

Cosa deve fare il lavoratore in caso di infortunio sul lavoro?

Se ti sei infortunato sul lavoro, il primo passo da compiere è avvertire il datore di lavoro, il quale senza indugio provvederà ad allertare il pronto soccorso più vicino al luogo in cui l’evento si è verificato. A seguito degli esami e della visita di routine, il medico del pronto soccorso rilascerà al lavoratore il certificato medico da esibire direttamente al datore di lavoro.

Nel caso di prognosi superiore a tre giorni, il datore di lavoro dovrà presentare in via telematica il “modello denuncia infortunio sul lavoro INAIL“, passo fondamentale per attestare l’avvenuto incidente in costanza di lavoro.
Il lavoratore, dal canto suo, a ridosso della scadenza della prognosi effettuata dal medico, dovrà contattare uno degli ambulatori dell’INAIL e fissare lì una visita medica per attestare l’avvenuta guarigione o la proroga della malattia.

In caso di infortunio sul lavoro, inoltre, incombono diversi oneri a carico del datore di lavoro. Se, infatti, il datore di lavoro omette di dichiarare all’INAIL entro due giorni l’avvenuto incidente sul lavoro, egli incorre in una sanzione che varia da 1.290,00 a € 7.745,00. Inoltre, al datore di lavoro che non indica il codice fiscale del lavoratore o lo fa in modo errato o parziale, può essere comminata un’ulteriore ammenda. Nel caso, invece, in cui si tratti di un lavoratore autonomo appartenente al settore agricolo o artigiano, alcuna multa sarà inflitta al datore di lavoro ma si perderà il diritto all’indennità temporanea per i giorni antecedenti la denuncia.

Richiedere il risarcimento del danno in caso di infortunio sul lavoro

Come abbiamo avuto già modo di evidenziare, non tutti gli infortuni sul lavoro possono dar luogo al risarcimento del danno. L’unico danno risarcibile sarà quello di particolare rilievo che comporti una diminuzione della capacità lavorativa di almeno il 16% e un danno biologico attestabile in un “minimo di 6 punti percentuali”, oltre a una inabilità al lavoro.

Quindi, se il danno è in misura inferiore al 6%, non si avrà diritto ad alcun tipo di risarcimento ma se l’entità del danno permanente si attesta tra il 16% e il 100%, il lavoratore avrà diritto al risarcimento sia del danno biologico sia del danno patrimoniale. Inoltre, il lavoratore avrà diritto a un’ulteriore indennità giornaliera a partire dal quarto giorno successivo all’emissione del certificato in misura pari al “60% della retribuzione per i primi 90 giorni e pari al 75% a partire dal novantunesimo giorno in poi”.

Infine, al lavoratore invalido al 100%, laddove non sia più in grado di occuparsi dei suoi bisogni quotidiani, spetterà anche un assegno per l’assistenza personale.

Cosa fare infortunio sul lavoro a Torino – info dall’avvocato Federica Barbiero