Licenziamenti

Licenziamenti

Il licenziamento è l’atto con cui il datore di lavoro decide d’interrompere la prestazione lavorativa del dipendente. A meno che non venga congedato per giusta causa, ossia senza preavviso, il dipendente può essere licenziato per giustificato motivo oggettivo o soggettivo. Entrambi i criteri presuppongono obbligatoriamente un certo preavviso: il primo tuttavia attiene a ragioni di tipo tecnico-organizzative dell’azienda, mentre il secondo consiste in un notevole inadempimento da parte del lavoratore, pur sempre meno grave della giusta causa.

Generalità e Jobs Act

Con l’entrata in vigore del Jobs Act (7 marzo 2015) viene introdotta per i lavoratori a tempo indeterminato la regolamentazione a tutele crescenti. A differenza della precedente normativa, il reintegro in caso di licenziamento è possibile solo nell’eventualità in cui venga dimostrata in giudizio l’insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore; in tutti gli altri casi è prevista un’indennità risarcitoria pari a 12 mensilità.

Il licenziamento è l’atto più impattante che il datore possa adottare nei confronti del suo dipendente. Quest’ultimo, qualora voglia opporsi alla decisione adottata dal suo superiore, deve rispettare alcuni vincoli temporali.

Impugnazioni e termini

Per quanto riguarda il licenziamento individuale, se intendi proporre ricorso contro un atto ritenuto illegittimo devi rispettare un doppio termine decadenziale: devi rispondere alla lettera del datore entro 60 giorni dalla ricezione e proporre l’impugnazione entro i successivi 180 giorni dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale.

Il licenziamento collettivo invece riguarda le imprese con almeno 15 dipendenti che decidono di licenziare almeno 5 lavoratori nell’arco di tempo di 120 giorni causa la cessazione dell’attività o la riorganizzazione del personale. Qualora tu voglia impugnare un licenziamento collettivo sarà necessario l’intervento del sindacato.

Nel caso di dimissioni il lavoratore che annuncia al proprio datore un termine, scaduto il quale intende licenziarsi, è tenuto a svolgere la propria prestazione fino alla fine del preavviso previsto dal contratto collettivo; se non si presenta al lavoro prima del dovuto sarà costretto a corrispondere un’indennità, che verrà detratta direttamente dalla busta paga.

Dopo l’introduzione del Jobs Act, il licenziamento individuale per riduzione di personale viene giustificato da ragioni tecnico – organizzative dell’azienda. Si parla in questo caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ossia non inerente alla prestazione lavorativa del dipendente, ma a esigenze di natura economica dell’impresa.

Affinché risulti un provvedimento legittimo, è necessario che il datore sappia dimostrare di aver applicato il rêpechage, cioè di aver provato a reinserire il lavoratore nel personale durante il riassetto organizzativo anche applicando, ove necessario, un demansionamento.

Licenziamenti a Torino – info dall’avvocato Federica Barbiero