Senza Giusta Causa

Senza Giusta Causa

I licenziamenti senza giusta causa si verificano quando i datori di lavoro licenziano i propri dipendenti senza che vi sia una motivazione tale da esigere una sanzione espulsiva o senza rispettare la procedura prevista. Si tratta quindi di una forma di licenziamento palesemente discriminatorio e illecito che può essere contestato dal dipendente.
Hai ricevuto una lettera lapidaria di licenziamento senza giusta causa e vorresti sapere come difenderti? In questo articolo cercheremo di fornirti tutte le informazioni utili per affrontare il licenziamento.

Cos’è il licenziamento senza giusta causa

Sono due i casi in cui il lavoratore può licenziare un dipendente:

  • per giusta causa, ossia per motivi di carattere disciplinare così gravi da violare il vincolo di fiducia che il datore di lavoro ripone nel lavoratore e rendere impossibile il proseguimento, anche temporaneo, del rapporto di lavoro. Tra questi motivi, che si trovano elencati nell’art. 2119 del codice civile, vi sono gravi inadempienze contrattuali, prestazione di lavoro presso un’altra azienda durante la malattia, furto di beni aziendali, ecc.
  • per giustificato motivo, che si definisce oggettivo se i motivi sono connessi all’organizzazione aziendale (riassetto dell’azienda, contrazione dell’attività imprenditoriale, ecc.), oppure soggettivo se i motivi sono di carattere disciplinare ma meno gravi di quelli previsti per la giusta causa (lasciare il posto di lavoro senza motivo, minacciare un collega, ecc.).

Solo i lavoratori in prova, i dirigenti e i domestici possono essere licenziati senza giusta causa. Per tutti gli altri lavoratori, il licenziamento senza giusta causa è chiaramente una forma di licenziamento discriminatorio ed illegittimo. L’art. 2, commi 1-2-3, Legge 604/1996, sancisce che il licenziamento debba essere comunicato al lavoratore per iscritto, specificando i motivi alla base della decisione, altrimenti l’atto è nullo. Se poi il licenziamento è dovuto a motivi di natura disciplinare, la missiva deve essere anticipata dal c.d. preavviso, indicante l’inizio della procedura disciplinare.

Licenziamento senza giusta causa, cosa fare

In caso di licenziamento senza giusta causa, il lavoratore, attraverso un proprio legale, può impugnare il licenziamento davanti alle autorità competenti, chiedendo di essere reintegrato nel posto di lavoro e di ricevere un indennizzo per i danni subiti.
L’intenzione di contestare il datore di lavoro deve essere comunicata entro 60 giorni dalla ricezione della notifica di licenziamento con lettera raccomandata, ma è preferibile rivolgersi ad un sindacato o ad un avvocato di fiducia esperto nel diritto del lavoro. Il legale provvederà a depositare il ricorso presso la cancelleria del Tribunale entro i 180 giorni successivi alla domanda di conciliazione.

Sia il lavoratore che l’azienda potranno scegliere se tentare una transazione stragiudiziale oppure se discutere la vertenza davanti ad un giudice. Una volta avviata la causa, se il giudice rileva che non sussistono motivi validi per il licenziamento, ne dichiarerà l’annullamento.

Cosa succede se il giudice accoglie il ricorso

Qualora il licenziamento sia giudizialmente accertato come illegittimo, esistono due forme di tutela: la tutela reale e la tutela obbligatoria.
Se l’impresa ha più di 15 dipendenti per unità produttiva (60 in ambito nazionale), si applica la tutela reale, o “tutela forte“, che prevede:

  • reintegro del dipendente nel posto di lavoro;
  • indennità risarcitoria per il danno s
  • ubito che non può superare le 12 mensilità della retribuzione;versamento dei contributi dal giorno del recesso del contratto di lavoro fino a quello del reintegro.

Se invece l’azienda ha meno di 15 dipendenti, si applica la tutela obbligatoria, o “tutela debole” che prevede:

  • riassunzione (e non reintegro) del dipendente;
  • risarcimento del danno compreso tra 12 e 24 mensilità, stabilito in base ad elementi presi in considerazione dal giudice, quali l’anzianità del dipendente, il numero di dipendenti occupati, le dimensioni aziendali e così via.

Il Jobs Act ha introdotto un nuovo regime di tutela per i licenziamenti senza giusta causa. Questa nuova disciplina, detta a “tutele crescenti“, si applica solo ai lavoratori assunti dopo il 7 Marzo 2015 e ha la caratteristica di togliere ogni discrezionalità al giudice risarcendo la mancata reintegrazione del lavoratore con un’indennità risarcitoria crescente in ragione dell’anzianità di servizio.

Licenziamenti senza giusta causa a Torino – info dall’avvocato Federica Barbiero