Cartelle Esattoriali

Cartelle Esattoriali

Le cartelle esattoriali si rivelano un mezzo molto utile nelle mani della pubblica amministrazione nei confronti dei contribuenti in mora. Per la precisione, attraverso questi strumenti Equitalia (ossia la società adibita a tale compito) provvede alla riscossione tributaria delle imposte: con la ricevuta di suddetti documenti di avviso, si attiva un procedimento volto a recuperare i crediti, generalmente di una certa entità, che sorgono in capo al soggetto moroso.

Cosa sono e a cosa servono le cartelle esattoriali

Lo scopo delle cartelle Equitalia è dunque quello di render noto ai cittadini interessati che il debito da corrispondere agli enti che impongono imposte di un determinato tipo sono stati scritti a ruolo (con quest’ultimo termine s’intende appunto l’inizio della procedura di riscossione esattoriale).
Procederemo in seguito indicando le informazioni più importanti relative all’impugnazione di una cartella e a come difendersi nel caso in cui ricevessi una cartella esattoriale di dubbia provenienza.

Come difendersi e cosa c’è da sapere

Innanzitutto, occorre far presente che ogni cartella esattoriale è soggetta ad un termine di prescrizione, scaduto il quale verrà tolto a colui che è legittimato attivamente ad agire la possibilità di proporre un ricorso. In generale i termini sono specificati dalle singole leggi tributarie relative alle imposte (vanno solitamente dai 3 ai 10 anni), ma nella pratica variano a seconda del tipo di debito, o sanzione, che si deve pagare. Fra i più ricorrenti, ricordiamo ad esempio che per un tributo relativo all’INPS, INAIL o IRPEF la prescrizione dura 5 anni, per l’IVA e l’imposta da registro 10 anni e per il bollo auto 3 anni.

Nel caso volessi impugnare una cartella esattoriale provenienti da Enti quali INPS o INAIL, devi rispettare determinati vincoli temporali a seconda del motivo per cui intendi procedere e della somma del tributo da versare.
Nell’ipotesi in cui il motivo della denuncia riguardi i vizi relativi al ruolo, occorre impugnare la cartella davanti al Tribunale del Lavoro entro 40 giorni dalla ricezione, mentre se si vuol eccepire vizi formali che riguardano la compilazione della cartella stessa, il cittadino ha tempo 20 giorni per proporre opposizione.

Per quanto riguarda i rimedi circa la difesa dalle cartelle esattoriali, il cittadino può esperire l’azione di nullità qualora riscontrasse vizi di forma e di notifica; laddove invece i documenti si rivelassero firmati da falsi dirigenti, ossia non preposti al regolare esercizio dagli organi competenti, gli atti si dichiarano privi di valore e, come ha affermato una recente pronuncia della Corte Costituzionale, possono essere liberamente impugnati dal soggetto leso.

Cartelle Esattoriali INPS e INAIL a Torino – info dall’avvocato Federica Barbiero