Buonuscita licenziamento

Buonuscita licenziamento

Avvicinandosi la fine del cosiddetto “stop ai licenziamenti”, introdotto dal Governo con il dl come misura d’emergenza in risposta alla crisi causata dalla pandemia di Covid-19, è facile immaginare che molte persone stiano cercando di capire quello che succederà con i loro contratti.

È purtroppo molto probabile che molte aziende, vista la crisi economica, ricorreranno al giustificato motivo oggettivo per ridurre gli organici e quindi i costi, con la conseguenza che molte persone perderanno il proprio lavoro.

In tal caso si ha diritto a una buonuscita?

E cosa dice la legge riguardo alle altre forme di licenziamento? 

Che cos’è la buonuscita in caso di licenziamento

La buonuscita è un termine generico con cui si accorpano diversi tipi di trattamento economico che il lavoratore percepisce alla conclusione del contratto di lavoro, quale che sia la causa di licenziamento.

Due tipi di trattamento spettano al lavoratore in caso di licenziamento mentre esiste anche una forma di buonuscita aggiuntiva, da negoziare con il datore di lavoro, che non sarebbe da considerarsi buonuscita in senso stretto pur trattandosi comunque di trattamento economico che il lavoratore percepisce a chiusura del contratto.

Per quanto riguarda i primi, ci si riferisce generalmente al TFR (trattamento di fine rapporto), la forma più diffusa di trattamento, ed al TFS, il trattamento di fine servizio riservato ai dipendenti del settore pubblico assunti a tempo indeterminato prima del 31 dicembre del 2000 ed a quei limitati casi di dipendenti pubblici che hanno ancora oggi il loro inquadramento regolato direttamente dalla legge e non da un contratto (si pensi ai professori universitari o ai militari).

Per quanto riguarda invece la buonuscita in senso ampio, si tratta di una pratica che viene spesso utilizzata in caso di licenziamento per evitare il contenzioso, sia per mancanze relative al periodo di lavoro come potrebbe essere un inquadramento diverso da quello che spettava al lavoratore, sia per questioni connesse al licenziamento stesso in caso di licenziamento illegittimo.

In questo caso la somma è da concordare con il datore di lavoro e va ad aggiungersi al TFR o comunque a quello che è il trattamento previsto dalla legge.

Licenziamento con buonuscita, cosa fare

Nel caso dovesse essere notificato un licenziamento che si ritiene illegittimo o si fosse a conoscenza di essere stati inquadrati in modo diverso da quello previsto dalla legge, bisogna valutare subito la situazione con un avvocato del lavoro.

Questo saprà consigliare, visto il caso, se è preferibile procedere davanti ad un giudice oppure, date le condizioni del caso, se sia meglio negoziare una buonuscita con l’ormai ex datore di lavoro e procedere con la causa solo in caso di fallimento della negoziazione.

Buonuscita licenziamento a Torino – info dall’avvocato Federica Barbiero