Dimissioni o Preavviso

Dimissioni o Preavviso

Può capitare a chiunque, nel corso della vita lavorativa, di ricevere spiacevoli comunicazioni che possano modificare o interrompere per sempre il percorso in un’azienda. L’evento in questione è il tanto temuto licenziamento, ben diverso dalle dimissioni in quanto la richiesta del primo viene avanzata dall’azienda, dalla società o dall’ente all’interno dei quali opera la persona interessata, mentre la richiesta delle dimissioni è avanzata direttamente dal soggetto.

Diritto del lavoro: licenziamento e dimissioni

Tornando al licenziamento, solitamente l’attuazione del provvedimento viene decisa dagli alti vertici di un’azienda (o comunque da una persona gerarchicamente più in alto rispetto all’individuo interessato dalla disposizione sopra citata). Quello del licenziamento, delle dimissioni e, in linea generale, della fine di un rapporto lavorativo è un argomento ampiamente dibattuto nell’ambito del diritto del lavoro, viste le enormi ripercussioni che tali provvedimenti possono avere sulla vita del soggetto licenziato e, in casi particolarmente gravi, sul futuro dell’azienda.

Partendo dal presupposto che il rapporto lavorativo può essere interrotto da ambedue le parti, vi è da sottolineare innanzitutto che affinché l’iniziativa possa andare in porto è necessario che la comunicazione dell’interruzione dei rapporti venga effettuata per tempo. Non è possibile, infatti, procedere con il licenziamento o le dimissioni se entrambe le opzioni non sono state comunicate anticipatamente, pena l’utilizzo di sanzioni e provvedimenti. Vediamo quindi come si delinea la situazione burocratica relativa alle pratiche in questione.

Il preavviso di licenziamento

Prima di entrare ancor più in profondità nell’argomento, bisogna altresì specificare che vi sono alcune distinzioni da fare in merito alla durata dell’impegno lavorativo (in termini di ore di lavoro).

Dal punto di vista del licenziamento, qualora il soggetto svolga mansioni all’interno di una determinata azienda per un numero superiore alle 24 ore a settimana, il preavviso di licenziamento da parte dell’azienda stessa dovrà essere di almeno 15 giorni nel caso in cui l’individuo prossimo al provvedimento sia sotto contratto da meno di cinque anni. Nel caso in cui, invece, il dipendente abbia lavorato all’interno dell’azienda per più di cinque anni, il preavviso dovrà essere presentato almeno con 30 giorni di anticipo.

Diverso è il caso in cui il lavoratore sia stato impegnato in una determinata azienda per un numero inferiore alle 24 ore settimanali: in questo frangente il preavviso andrà consegnato con 8 giorni di anticipo, qualora il dipendente sia stato sotto contratto per meno di due anni, o con 15 giorni di anticipo, qualora il soggetto da licenziare abbia lavorato in azienda per più di due anni.

Il preavviso di dimissioni e le mancate comunicazioni

Diverso è il discorso per quanto riguarda la situazione del dipendente dimissionario. In questo caso, infatti, le circostanze temporali subiranno una modifica in relazione al fatto che è il dipendente a voler sciogliere il contratto con l’azienda: per questo motivo i dati indicati nel paragrafo precedente vengono dimezzati (50%).

Altre particolarità della questione riguardano i casi in cui non avvenga il preavviso di licenziamento o di dimissioni, entrambi obbligatori per legge. Nel momento in cui le parti in causa mancano di presentare il preavviso vanno incontro a ulteriori provvedimenti che graveranno sulla persona (o sull’azienda) inadempiente: se sarà l’azienda a non comunicare il preavviso nelle tempistiche sopra citate, il dipendente avrà diritto ad una somma pari alla retribuzione in relazione al periodo di preavviso a lui spettante di diritto.

Se invece è il dipendente a non comunicare per tempo le dimissioni, su di lui graverà una riduzione dell’importo di liquidazione in relazione alla retribuzione che avrebbe percepito nel periodo di preavviso. Come si può evincere, le norme in materia di licenziamento e dimissioni sono piuttosto severe.

Dimissioni o Preavviso licenziamento a Torino – info dall’avvocato Federica Barbiero