Quando cadono in prescrizione le cartelle esattoriali?

A qualcuno può essere capitato di andare in ritardo con dei pagamenti dovuti allo Stato, siano questi contravvenzioni, tasse o sanzioni di altro tipo.

In tale situazione si viene a creare un debito con lo Stato che provvede ad esigerlo con le quelle che in diritto tributario sono note come cartelle esattoriali, quello strumento diventato tristemente famoso nel linguaggio dell’informazione come cartelle Equitalia.

Questo strumento è difficilmente contestabile in quanto ciò che è da contestare è l’atto da cui origina la cartella e generalmente quando arriva la richiesta sono già decorsi i termini previsti per contestare ad esempio la multa all’origine del debito con lo Stato.

Cartelle esattoriali, quale rimedio?

La migliore speranza per evitare che il credito dello Stato vada a gravare ulteriormente sul proprio bilancio personale, in un periodo in cui tanta gente sta facendo i conti con le conseguenze economiche della pandemia, è sperare che il credito dello Stato vada in prescrizione.

L’ordinamento prevede infatti che trascorso un certo intervallo di tempo un credito diventi inesigibile con tutto quello che comporta come il non essere più a rischio pignoramento del quinto dello stipendio o dei propri beni (ed evitare quindi la spiacevole visita dell’ufficiale giudiziario a casa).

Per quanto riguarda le cartelle esattoriali, i termini di decorrenza per la prescrizione sono variabili e dipendono dalla specifica prestazione che è dovuta allo Stato.

Gran parte dei tributi vanno in prescrizione dopo 10 anni (anche se ci sono pronunce giurisprudenziali che pongono a 5 gli anni necessari alla prescrizione dell’IRPEF) mentre le multe stradali vanno prescritte in 5 anni. I tempi di prescrizione più ridotti sono quelli del bollo auto visto che bastano soli 3 anni perché diventi inesigibile.

Bisogna tuttavia fare attenzione perché a disposizione del creditore ci sono una serie di strumenti chiamati di interruzione della prescrizione, degli atti che se effettuati azzerano il conteggio degli anni.

Basterà quindi che lo Stato notifichi nuovamente la cartella di pagamento per dover iniziare a contare nuovamente gli anni mancanti alla prescrizione del debito.

Cartelle esattoriali, come comportarsi

Se si ritiene di non poter pagare un debito nei confronti dello Stato oppure che quei soldi non siano dovuti ma purtroppo sono decorsi i tempi per contestare quanto richiesto, la miglior cosa da fare è rivolgersi ad un avvocato che possa affiancarci nella procedura.

Nella zona di Torino ed in generale in Piemonte l’avv. Federica Barbiero, avvocato del lavoro, è pronta a dare una mano a chi si trova in una brutta situazione economica e vuole valutare se ci sia la possibilità di evitare di pagare una cifra che andrebbe ad aggravare ulteriormente la situazione.